Castello Lagopesole

Lagopesole ospita uno dei più grandi e maestosi castelli federiciani, fatto realizzare dall’Imperatore tra il 1242 e il 1250, con la funzione di dimora estiva e di caccia, per ospitare gli ozi della corte di Federico II. Egli era definito stupor mundi, espressione tipica del lessico militare romano. Federico II di Svevia si era guadagnato questo appellativo grazie alle sue straordinarie doti da condottiero e alla sua acuta e spiccata intelligenza. Federico II di Svevia viene ricordato ancora oggi per la fame di sapere che lo portò a circondarsi di personaggi illustri quali il matematico Fibonacci.

Cortile Castello Lagopesole

Non solo Federico II, ma anche altri grandi personaggi storici passarono per Lagopesole. Nel 1137 le due più grandi potenze della Terra, Papa e Imperatore, si fermarono in questo territorio. L’imperatore Lotario III e Papa Innocenzo II vi alloggiarono per circa 30 giorni, e fu lì che il Pontefice tenne un concilio con il quale si depose l’antipapa Anacleto II e si annullò la scomunica di chi si era schierato al suo fianco, i monaci di Montecassino.

Veduta Castello Lagopesole

La leggenda narra che dopo la morte di Manfredi la moglie Elena venne imprigionata da Carlo D’Angiò dove morì di fame. Si narra che al calar del sole, a volte, si riesca a vedere la sagoma di Elena. Vestita di bianco si affaccia, nascosta dietro le tende, da una della finestre del Castello. Tiene, inoltre, una lanterna in mano, con lo sguardo rivolto all’orizzonte. Si dice che lo stesso Manfredi avvolto da un manto verde cavalchi uno splendido cavallo bianco. Questi si aggirerebbe tra le campagne circostanti anch’egli all’eterna ricerca della sua amata. La tragica e appassionante leggenda si conclude con l’impossibilità da parte di Manfredi e di Elena di incontrarsi. Così rimangono destinati a non ricongiungersi, nemmeno nell’aldilà.

Centro cortile Castello Lagopesole

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